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Quando un provenzale deve dare le carte non fa che gettarle sul tavolo, in modo da mischiarle il più possibile. L’usanza è indicativa della natura della Provenza stessa: vallate punteggiate dai frutteti e cime innevate, fiumi impetuosi e sorgenti gorgoglianti, antichi monumenti romani, castelli e abbazie medievali, spiagge ciottolose, paludi ricche di uccelli, foreste cupe e profonde; vivaci città come Marsiglia e Arles assieme a tranquilli borghi medievali sparsi tra le colline; elementi tradizionali e moderni convivono evocando l’incanto di questa terra, regno della varietà e della contraddizione. Lo “stile provenzale” ha un certo je ne sais quoi, un sentore tra il rustico e il sofisticato, il tradizionale e l’elegante. Anche chi non vi è mai stato conosce la vibrante atmosfera della Provenza, grazie alle opere dei grandi artisti che l’hanno immortalata: Matisse, Renoir, Chagall, Cézanne, quest’ultimo proprio nativo di Aix-en-Provence, ma più di tutti Van Gogh che, giunto ad Arles nel 1888, dipinse più di 150 tele nei due anni seguenti. Questi quadri hanno immortalato l’essenza stessa della Provenza: i girasoli, le notti stellate, i caffè all’aperto …
A partire dal mese di novembre, Arles si lascia trasportare dalla febbre natalizia e dal desiderio di festa. Il municipio, diversi monumenti e le strade della città si illuminano grazie a 150 spettacoli di luci e suoni montati da compagnie professionali che lasciano a bocca aperta grandi e piccini. Un’iniziativa che regala alla città un’atmosfera festosa per un evento che viene chiamato “les Droles de Noel”.
Tutti sono d’accordo, chi passa dalla Provenza resta per sempre vittima del suo fascino.

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