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Con Barbara Di Lorenzo

Visita guidata: Eu 10,00 iscritti a Flumen / Eu 12,00 non iscritti
Biglietto d’ingresso: Eu 8,50 / Eu 10,50 per i NON residenti a Roma
Noleggio sistema di amplificazione: Eu 2,00

L’Ara Pacis rappresenta una delle più alte espressioni dell’arte augustea e insieme un’opera dai profondi significati simbolici che acquistano grande importanza nel quadro del passaggio storico dalla Repubblica all’Impero. La sua costruzione fu votata dal Senato romano nel 13 a.C. per celebrare il vittorioso ritorno di Augusto dalle provincie occidentali. Poiché la dedicatio del monumento fu celebrata il 30 gennaio del 9 a.C., sappiamo che il completamento dell’opera richiese in tutto tre anni e mezzo, necessari alla realizzazione della ricca e complessa decorazione, collocata in origine in Campo Marzio. La storia moderna del monumento è connotata da vicende rocambolesche: dal suo ritrovamento che avvenne lungo un arco di tempo di quasi quattro secoli, a partire dal 1568 sotto il palazzo Peretti, allo spargimento successivo dei suoi bellissimi rilievi scolpiti tra il Louvre, i Musei Vaticani e Villa Medici al Pincio. Nel 1937, un nuovo progetto di scavo archeologico riportava alla luce altri importanti pezzi, come la processione dei Flamines, e nello stesso anno ci si pose il problema della collocazione finale del monumento: esaminate varie proposte, la scelta cadde sull’area prospiciente il Mausoleo d’Augusto, i cui scavi erano appena terminati, ritenendo di poter ricostruire su di essa un centro di memorie augustee in linea con la logica propagandistica del periodo. La moderna, e assai criticata, riqualificazione ad opera dell’architetto statunitense Richard Meier è storia recente.

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