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I Fenici salparono dalle loro città costruite a ridosso della catena del Jabal Libnān (= il Monte Libano) che attraversa da nord a sud il Paese, navigando sapienti lungo il Grande Blu, il nostro Mediterraneo, per unire luoghi e culture, da Cipro all’Egitto, dalla Grecia al nord Africa, da Malta alla Sicilia, dalla Sardegna alla penisola iberica, anche oltre le Colonne d’Ercole. Le loro famose città di mare, edificate lungo duecento chilometri di costa, sono Tiro e Sidone, Biblo e Beirut.
Imponenti i resti di Tiro, la città che fondò Cartagine, che si è meritata il bollino Unesco grazie al suo sito archeologico pavimentato a mosaici, portici grandiosi, un imponente arco di trionfo e un ippodromo che poteva contenere fino a 20.000 spettatori; più a nord Sidone, con il suo caravanserraglio ottomano trasformato oggi in un centro culturale, il suq affollato di botteghe e laboratori artigianali, il castello crociato costruito proprio sul mare; poi Biblo, dove venne scoperto il sarcofago del re Ahiram con la più antica iscrizione alfabetica in lingua fenicia. Ma la grande meraviglia è in alto, nella fertile valle della Bekaa: i grandi templi di Giove, Bacco e Venere rappresentano una delle più straordinarie testimonianze architettoniche di tutto il mondo classico.

Cosmopolita, tollerante, ma anche glamour, Beirut è entrata a buon diritto nel novero delle città più attrattive del mondo. Capitale di artisti e stilisti, amata dai salutisti camminatori e joggers che hanno a disposizione una spiaggia infinita con il suo lungomare, da appassionati di arte e architettura che qui scoprono un’expo permanente di musei e un campionario architettonico difficilmente rintracciabili altrove: quella di Zaha Hadid è solo una delle firme che ritornano tra le nuove costruzioni della Capitale. Imperdibile il Museo Archeologico Nazionale con la preziosa collezione degli ori di Byblos, sarcofagi fenici, statue e mosaici romani.

E poi la cucina libanese, la più rinomata di tutto il mondo arabo, a base di infinite mezze, tante piccole portate dove immancabile è il taboulè, l’hummus, ii falafel, le foglie di vite e melanzane ripiene.
Ma il Libano sorprende anche per la natura dei luoghi, talvolta selvaggia e intatta: le antiche foreste dei cedri immensi che, secoli fa, ricoprivano i fianchi del Jabal Libnān sono ora oasi naturalistiche protette.

Conduce il viaggio Pierfrancesco Vecchio.

Con Pierfrancesco Vecchio l’amicizia e la collaborazione nella realizzazione di importanti attività divulgative sono cominciate molti anni prima della nascita di Flumen, negli anni ’80.
Archeologo orientalista formatosi presso l’Università di Roma “La Sapienza”, Dottore di Ricerca in Studi Storici e Specializzato in Archeologia Fenicio-Punica, Pierfrancesco Vecchio ha condotto scavi archeologici per oltre 30 anni, in particolare in Sicilia e nell’isola fenicia di Mozia, e anche in Medio Oriente.
Collabora con Flumen dall’anno di fondazione, con cui ha condotto viaggi memorabili in Yemen, centro Asia e Medio Oriente.
 
 

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