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Con Carla Vaudo

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Trastevere è l’adattamento della locuzione latina trans Tiberim (= oltre il Tevere) ed è ritenuto il quartiere più autenticamente romano, perché è quello che nei monumenti, nella sistemazione urbanistica, nelle consuetudini degli abitanti è rimasto il più autentico conservando al meglio gli aspetti della tradizione e della storia di Roma. Il tessuto urbano, ricco ancora oggi di locali tipici e mercati, si dipana in un vasto reticolo di vicoli intorno alla piazza principale di Santa Maria in Trastevere, mantenendo forse più di ogni altro punto di Roma l’aspetto di un borgo, praticamente un paese inglobato all’interno di una città.

Nell’antica Roma questa era la zona riservata alle comunità orientali, siriache e ebraiche in particolare.

In età altomedievale la comunità ebraica si trasferì lentamente sul lato orientale del fiume, più vicino al centro della città, e il Trastevere rimase piuttosto disabitato. Per questo il rione conservò nei secoli le caratteristiche delle origini, cioè un aspetto e un carattere di povertà e di precarietà che lo distinguevano dal resto della città e che ne caratterizzavano anche le costruzioni e la struttura viaria: un intrico disordinato di case e casupole distribuite in un groviglio di vie e viuzze orientate lungo la linea del fiume Tevere e nel mezzo le antiche chiese di Santa Cecilia, Santa Maria in Trastevere e di San Crisogono che svettavano su tutte le altre costruzioni.

Il rione si trasformò solo agli inizi del Cinquecento con l’apertura, ad opera di Giulio II, di due grandi assi viari: uno corrispondente alle attuali via della Lungara e via della Scala e l’altro a via della Lungaretta: un rettilineo che collegava il Vaticano da Porta S. Spirito fino al cuore della città, il Campidoglio e il Palatino.

Santa Maria in Trastevere, su cui convergevano le due strade, divenne il cuore del rione e questo carattere si accentuò ulteriormente un secolo dopo, quando Paolo V aprì un terzo asse viario per congiungere la chiesa con quella di S. Francesco a Ripa. Il rione mantenne schiettamente intatto il suo carattere popolare anche nei secoli successivi: non vi risedettero cardinali, non vi sorsero chiese sontuose né furono creati palazzi della grande aristocrazia papalina ma al massimo di una più modesta nobiltà cittadina.

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