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Con Barbara Di Lorenzo

Biglietto di ingresso: Eu 5,00 (Eu 4,00 ridotto per residenti)

Visita guidata + sistema di amplificazione: Eu 10,00 iscritti a Flumen / Eu 13,00 non iscritti

Il Circo Massimo, il più grande edificio per lo spettacolo dell’antichità e uno dei più grandi di tutti i tempi è collegato dalla leggenda alle origini stesse di Roma. La prima sistemazione della Valle Murcia, questo il nome dell’ampia valle compresa tra Palatino e Aventino, per adibirla a luogo per le corse dei carri risale all’età regia, ma è con Giulio Cesare che sarà realizzato un vero e proprio circo in muratura. Le gare che si svolgevano nel circo erano le attività agonistiche più amate dai Romani insieme ai giochi gladiatori, e i conduttori delle quadrighe, al pari dei combattenti dell’arena, erano personaggi idolatrati dal popolo. L’ampio spazio del fondovalle si prestava anche allo svolgimento di manifestazioni legate alla vita politica, sociale e religiosa della città, come manifestazioni trionfali, processioni e pubbliche esecuzioni. Come del resto ancora ai nostri giorni.
Devastato più volte dal fuoco, il Circo Massimo fu ricostruito quasi integralmente sotto il principato di Traiano, alla cui fase appartengono la maggior parte delle strutture attualmente visibili. Numerosi gli interventi degli imperatori successivi tra cui quello, spettacolare, dell’erezione del gigantesco obelisco portato a Roma da Costante II nel 357 d.C., ora al Laterano. Il Circo rimase in attività fino ai primi decenni del VI secolo. In seguito fu utilizzato come area agricola, per poi diventare, a partire dall’XIX secolo, sede degli impianti del Gazometro, di magazzini, manifatture, imprese artigianali e abitazioni, fino agli inizi del ‘900, quando si avviano i lavori per la passeggiata archeologica con lo svolgimento di opere di scavo archeologico. In seguito l’area venne ceduta al Partito Nazionale Fascista che la utilizzò, per l’alto valore simbolico, per i suoi eventi, come le grandi mostre degli anni 1937-40 (del tessile, del minerale, delle colonie estive). Nell’immediato dopoguerra ritorna uno spazio a verde, in cui le strutture antiche vennero sostanzialmente abbandonate fino ad oggi, quando l’area è completamente sistemata e aperta al pubblico.
Moderne indagini archeologiche concluse nell’anno 2016 hanno permesso di arricchire il quadro delle conoscenze sul monumento e i lavori di sistemazioni dell’area consentono al pubblico di visitatori finalmente una lettura completa; tra questi è stata realizzata una terrazza panoramica che restituisce un’ampia visibilità al monumento ripristinando il continuum spaziale tra le diverse quote e le fasi edilizie
L’intervento di riqualificazione dell’area ha interessato anche la medievale Torre della Moletta (= XII secolo): una scala interna consente di arrivare fino al piano superiore dove si può apprezzare in pieno le dimensioni di questo importante monumento, da sempre presente nel tessuto urbano della nostra città.

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