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Bari è una città veramente particolare, moderna, dinamica, dalla grande tradizione universitaria, quindi giovane, rampante. È però al tempo stesso molto antica, molto tradizionale, legata a riti ancestrali e a saghe religiose, ai panni che scendono dai balconi di Barivecchia e ad un’animosità che corrisponde ancora oggi a quella del periodo federiciano. L’unica, tra le città della Puglia, non amata da Federico II, così come i suoi abitanti, stigmatizzati dallo Stupor Mundi come infidi e turbolenti, mai piegati alle logiche dell’Impero, tanto è che fino all’epoca napoleonica, sarà Trani ad avere una funzione egemone nel territorio a svantaggio di Bari stessa. Non sarà un caso che i Baresi rubarono le reliquie di San Nicola di Myra, ma a questo punto dovremmo dire San Nicola di Bari, soffiandole sul tempo ai Veneziani, che avevano la stessa intenzione, ma che ne ebbero comunque una parte come ricompensa o contentino dagli stessi abitanti della città pugliese, solo molti anni dopo il furto. Visitarla sarà interessante, perché si attraverserà la sua lunga storia, da quella più antica, nella piccola penisola tra i due porti sede dell’antica città medievale, a quella napoleonica nel quartiere Murattiano, dove sorge il Teatro Petruzzelli, per finire con quella razionalista fascista, in particolare il lungomare inaugurato nel 1927. Tre città in una, perfettamente separate e riconoscibili tra loro.

Ha ragione lo studioso medievista Raffaele Licinio quando afferma provocatoriamente che prima dell’arrivo delle reliquie di San Nicola “Bari non esiste”: prima del 1087 esistevano case, torri, mura, uomini, ma non una specifica identità storica, una memoria collettiva, uno “stato d’animo comune”. Non esistevano quei Baresi che sono diventati tali perchè legittimati da comuni radici storiche, e quindi sacre, che fossero anche le ragioni di un primato sul territorio. Solo con la traslazione delle reliquie, guidata da una “divina inspiratio”, la città esce dall’anonimato e diventa “caput civitatum Apuliae”. È la città di San Nicola, oggi come allora, perchè Bari, sin dal principio, è san Nicola, il Santo venuto dal mare nel cui nome Oriente e Occidente convergono, riconciliandosi e ritrovando le comuni radici mediterranee della propria civiltà.

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