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L’antica Tracia corrisponde all’ampia fascia della penisola balcanica ora compresa nei confini moderni dell’intera Bulgaria e di parte della Romania, della Turchia e della Grecia. Era abitata nell’antichità da numerose tribù dello stesso gruppo etnico, dotate di una loro autonomia e di un’organizzazione statale di tipo centralizzato con capi tribù-vassalli e un re. La tribù predominante era quella degli Odrisi che riuscì a creare con personaggi di grande rilievo quali Tereo, Sitalce e Seute I un grande regno dai confini segnati dai tre mari traci (Mar Nero, Mar di Marmara e Mar Egeo) e dai fiumi Danubio e Struma.

La Tracia è ricordata da molti storici, poeti e naturalisti antichi i quali ne descrivono il bel paesaggio e menzionano la grande ricchezza e la fertilità delle sue terre. Essi parlano di fitte foreste di alberi pregiati e di rose superbe dai cento petali, di fiumi ricchi di pesce e di mandrie dai robusti buoi e splendidi cavalli, ma soprattutto della ricchezza mineraria della regione. Nell’Iliade Omero descrive il favoloso carro del re tracio Reso decorato d’oro e d’argento, e il re stesso, giunto a Troia con armi d’oro poderose e splendide che lo rendevano simile a un dio.

«Il popolo dei Traci è il più numeroso del mondo, almeno dopo gli Indiani. Se avessero un sovrano unico o la pensassero allo stesso modo, sarebbero a mio parere invincibili, il popolo più potente in assoluto. Ma questo in realtà non c’è caso o maniera che mai si verifichi, e perciò sono deboli»

(EROTODO, Storie V).

 

Conducono il viaggio Barbara Di Lorenzo e Gabriele Rossoni

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